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    Presso la struttura Diagnofisic è disponibile la vaccinazione antinfluenzale.
    La prestazione vaccinale viene effettuata con vaccino tetravalente(protegge da 4 varianti di virus influenzale).

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Corsa, 5 consigli per praticarla in inverno

Corsa, 5 consigli per praticarla in inverno

Gli amanti della corsa non si lasciano intimidire dal calo delle temperature che arriva inevitabilmente con l’inverno. Esistono però degli accorgimenti che è meglio tenere a mente per evitare infortuni o malanni. Ecco i consigli degli esperti di I-Medical Group. Il freddo non deve scoraggiare l’attività fisica, a patto però che si presti attenzione. Anzi, praticare sport con il freddo aiuta a rafforzare il sistema immunitario. Tuttavia, che siate dei runners incalliti o che stiate iniziando solo adesso a correre, in inverno è bene seguire una serie di consigli per evitare infortuni e malanni di stagione. Ecco 5 consigli dello specialista: Indossa l’abbigliamento adatto. «Oggi esistono indumenti tecnici adatti alla pratica degli sport all’aperto, anche durante la stagione fredda. Da evitare il cotone, che assorbe il sudore e si raffredda rapidamente. L’importante è non avvertire troppo freddo ma, al tempo stesso, evitare di sudare eccessivamente. Si può ricorrere anche a uno scaldacollo per proteggere le vie respiratorie dall’aria fredda. Non dimenticate, inoltre, di proteggere anche mani e piedi, oltre che la testa, da cui si disperde circa il 30% del calore corporeo» Scegli l’orario migliore. «Nelle diverse ore della giornata ci può essere molta escursione termica, per cui è bene scegliere con attenzione l’orario di allenamento. Per evitare l’aria più fredda, sarebbe meglio uscire a correre in tarda mattinata o, se possibile, in pausa pranzo. Anche il primissimo pomeriggio può andar bene. Da evitare, invece, i giorni in cui non si sta bene, per evitare di aggravare le proprie condizioni di salute» Fai riscaldamento e stretching. «Prima di cominciare a correre in inverno, per evitare infortuni è indicato portare la temperatura corporea a un livello ottimale. Il consiglio è, quindi, di partire piano e di dedicare almeno 15 minuti al riscaldamento prima di iniziare la sessione di corsa. Con il freddo, infatti, le articolazioni sono più rigide ed è più facile avere problemi muscolari. Al termine della corsa, invece, è bene fare dello stretching, ma al caldo» Cambiati i vestiti subito dopo la corsa. «Una volta terminato l’allenamento, la temperatura del corpo si abbassa rapidamente. È importante, quindi, non rimanere con gli indumenti bagnati addosso e cambiarsi appena si è conclusa la sessione di allenamento» Bevi molto. «Il consiglio di mantenere un’adeguata idratazione è valido in qualunque stagione si corra, ma il freddo può attenuare la sensazione di sete, ingannando il corpo. Ecco perché è importante ricordare di bere adeguatamente durante tutto l’arco della giornata. In inverno, al termine di una corsa, si può bere anche qualcosa di caldo o a temperatura ambiente, per mantenere più facilmente la temperatura ottimale interna»   SCOPRI TUTTI I CENTRI I-MEDICAL>>

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Tumori, che relazione esiste con sovrappeso e obesità?

Tumori, che relazione esiste con sovrappeso e obesità?

Sovrappeso e obesità non sono soltanto un problema estetico, ma soprattutto di salute. Si tratta di fattori che possono aumentare il rischio di sviluppare diverse patologie, compresi molti tipi di tumori, tra cui anche il tumore al seno. Ne parliamo con gli esperti di I-Medical Group. Numerosi studi scientifici hanno identificato l’eccesso di peso corporeo come uno dei fattori di rischio di molti tipi di tumore. Obesità e sovrappeso, ma soprattutto lo stile di vita sedentario che è spesso associato, aumentano il rischio di infiammazione che a sua volta è associata all’insorgenza di tumore e alla diffusione di cellule tumorali. I chili di troppo, infatti, sono associati a un aumentato rischio di sviluppare diverse tipologie di tumori: colon, esofago, rene, mammella, utero, fegato, colecisti, pancreas, ovaio, tiroide, oltre che mieloma multiplo e meningioma.. Obesità e tumori, come sono collegati? Il grasso che si accumula in eccesso è coinvolto nel metabolismo delle cellule tumorali. Significa che l’attività metabolica delle cellule del grasso accumulato favorisce il rilascio di sostanze che innescano lo sviluppo di cellule tumorali. I meccanismi alla base della correlazione tra obesità e tumori sono ancora oggetto di studi scientifici, ma è ormai noto che sono diversi a seconda del tipo di cancro. Pertanto, continuiamo a sottolineare l’importanza di tenere sotto controllo il peso, condurre uno stile di vita sano che comprenda una dieta equilibrata, e praticare regolare attività fisica. Bastano infatti anche solo 30 minuti di esercizio fisico almeno 3 volte a settimana per diminuire il rischio non solo di sviluppare tumori, ma anche diabete e malattie cardiovascolari, oltre a tenere sotto controllo il peso, migliorare il tono dell’umore e in generale, sentirsi bene. SCOPRI TUTTI I CENTRI I-MEDICAL>>

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Prevenzione del tumore al seno, la dieta delle ragazze sane

Prevenzione del tumore al seno, la dieta delle ragazze sane

A prevenire il tumore al seno si impara da ragazze. La dieta sana, seguita già durante l’adolescenza, contribuisce a ridurre il rischio di ammalarsi da adulte. Perché e qual è la dieta delle ragazze sane, lo spiegano gli esperti di I-Medical Group. Seguire una dieta che prevede uno scarso apporto di vegetali e fibre, associata a un alto consumo di bevande zuccherate o gassate, carboidrati raffinati come pane bianco, pasta, pizza e prodotti da forno, carni processate, come insaccati, burger, fritture, è stata associata a un maggiore rischio di sviluppare il tumore al seno. Questo tipo di dieta, notoriamente pro-infiammatoria, è di frequente seguita da adolescenti e giovani adulte, che invece già a partire dai 18 anni, dovrebbero mettere in campo tutte le armi oggi note per la prevenzione del tumore al seno. L’associazione tra dieta poco sana e tumore alla mammella viene confermato da molti studi, sebbene la correlazione tra questo tipo di alimenti e altre soglie di marcatori dell’infiammazione nel sangue, sia stato evidenziato dalla ricerca della University of California di Los Angeles, pubblicata sulla rivista scientifica Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention. Tumore al seno e dieta, perché la prevenzione inizia nell’adolescenza? È proprio durante gli anni della pubertà che si sviluppano le ghiandole mammarie, particolarmente sensibili agli effetti dei fattori esterni che concorrono allo stile di vita, come l’alimentazione. Da non dimenticare che anche il consumo di alcol è associato a un aumentato rischio di sviluppare tumore al seno, e una alimentazione sana nell’età dell’adolescenza esclude il consumo di alcol. Prevenzione del tumore al seno, la dieta delle ragazze sane Fin da piccoli, i bambini dovrebbero imparare a mangiare cibi sani e freschi. In particolare, però, per quanto riguarda il tumore al seno, le ragazze dovrebbero abituarsi a un’alimentazione che preveda: Cibi ricchi di fibre: molta verdura, frutta, cereali integrali Prodotti freschi: frutta e verdura meglio se di stagione Alimenti poco lavorati: meglio ridurre le carni processate ma anche cibi pronti e a lunga conservazione, prodotti da forno Acqua: bere è importante, meglio limitare o evitare il consumo di bevande gassate e zuccherate Grassi sani: olio extravergine di oliva in particolare, limitando burro, margarine, grassi da fritti, patatine, snack, dolci. Evitare i grassi idrogenati che hanno dimostrato l’associazione all’insorgenza di tumori   Anche il consumo di alcolici prima della pubertà andrebbe assolutamente evitato. Andrebbe poi ridotto il consumo di carni processate, zuccheri e carboidrati raffinati e bevande gassate. Una dieta che può aiutare non solo per prevenire il tumore al seno, ma anche per tenere in salute tutto l’organismo». SCOPRI TUTTI I CENTRI I-MEDICAL>>

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Sonnolenza e stanchezza? Scopri da cosa può dipendere

Sonnolenza e stanchezza? Scopri da cosa può dipendere

La sonnolenza diurna viene spesso giustificata con stanchezza, stress, spossatezza. In realtà, avere sonno fin dal mattino è uno dei sintomi più evidenti di un sonno disturbato. Tra le principali cause, russare e le apnee ostruttive nel sonno, un disturbo respiratorio che può mettere a rischio salute, concentrazione e attenzione al lavoro. La polisonnografia permette di diagnosticarle e iniziare a risolvere il problema fin dalla radice. Il riposo notturno è importante perché permette al corpo di rigenerarsi. Dormire bene infatti significa ripartire alla mattina “rigenerati”. Tuttavia, alcuni disturbi respiratori, come russare o le apnee ostruttive nel sonno (OSAS), possono compromettere questo processo, causando sonnolenza diurna, stanchezza, perdita di concentrazione e attenzione. Chi ne soffre, spesso, non riesce a evitare di addormentarsi guardando la Tv, leggendo un libro, al lavoro, dopo pranzo e persino in compagnia di amici o, più pericoloso, alla guida. Eccessiva sonnolenza diurna? Ecco da dove iniziare Sottovalutare sonnolenza e stanchezza durante il giorno, infatti, può aumentare il rischio di incidenti sul lavoro, alla guida, ma anche mettere a rischio le proprie performance sul lavoro e la salute in generale. Se le apnee ostruttive raggiungono un livello importante, il livello di ossigenazione del sangue, durante la notte, si abbassa riducendo la saturazione di ossigeno e aumentando il rischio di malattie cardiovascolari, incluso l’ictus. In caso di eccessiva sonnolenza e stanchezza diurna, gli esperti consigliano di rivolgersi al medico e sottoporsi a indagini diagnostiche per valutare il problema, soprattutto se si manifestano altri sintomi come cefalea al mattino, bocca secca al risveglio, umore mutevole, difficoltà di concentrazione e di memoria. Una volta verificata la presenza di questi sintomi che indicano una potenziale presenza di apnee ostruttive nel sonno, la diagnosi inizia con la polisonnografia, un esame che permette il monitoraggio cardio-respiratorio del sonno per rilevare apnee e ipopnee, oltre a stabilire l’entità del problema, da lieve, moderato o severo, e definire il trattamento di cura. OSAS, perché è pericolosa? La presenza di apnee notturne dà il nome alla sindrome delle apnee ostruttive nel sonno, una malattia spesso sottostimata e sottodiagnosticata perchè le persone tendono a sottovalutare l’eccessiva sonnolenza diurna, che ne è il sintomo più evidente. Solo in Italia, infatti, sono ben 4 milioni e quattrocentomila le persone che soffrono di OSAS. La sindrome colpisce a qualsiasi età, sia uomini che donne, e costituisce un serio rischio per la salute. Esiste ormai una vasta letteratura che messo in relazione apnee nel sonno e aumentato rischio di incidenti stradali, per esempio. L’eccessiva sonnolenza diurna, infatti, può verificarsi senza preavviso, come fosse un vero e proprio colpo di sonno. Si stima che gli incidenti alla guida causati da OSAS siano il 22% della casistica totale. La sonnolenza provoca un deficit neurocognitivo che può influenzare la prontezza al volante, esponendo così al rischio di un incidente stradale. SCOPRI TUTTI I CENTRI I-MEDICAL>>

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Artrosi, stop allo sci per chi ne soffre, vero o falso?

Artrosi, stop allo sci per chi ne soffre, vero o falso?

La stagione sciistica deve ancora cominciare, ma gli amanti dello sci sono già in attesa. Spesso si tende a credere che sciare sia uno sport da evitare se soffre di artrosi di anca o ginocchio. Ma è vero che chi soffre di artrosi agli arti inferiori deve dire addio allo sci? Rispondono gli esperti di I-Medical Center. FALSO. «Chi soffre di artrosi può continuare a sciare, a patto che la patologia sia moderata. Le persone che invece soffrono di artrosi avanzata possono scegliere lo sci di fondo a tecnica classica, che sollecita meno le articolazioni ed è ottimo per la salute cardiovascolare, come la corsa o la bicicletta. Anzi, in realtà lo sci di fondo è più completo di quello alpino perché impegna anche la muscolatura della parte superiore del corpo in maniera più intensa. Senza dimenticare che le probabilità che si verifichi un infortunio sono molto più basse. Se invece l’artrosi è così avanzata da dover dire addio agli sci, gli sport da neve e le vacanze in montagna possono continuare con le escursioni con le racchette da neve, per esempio. L’importante, per evitare infortuni, è tenere sempre presente le proprie capacità di resistenza e valutare con attenzione i percorsi che si intendono affrontare. Sci, come prevenire gli infortuni? Se si soffre di artrosi può subentrare la paura a svolgere alcune attività, soprattutto quelle che richiedono un impegno a livello fisico. Importante però è non smettere di praticare sport che, al contrario di quanti ancora pensano, apporta invece grandi benefici. Artrosi, prepararsi a prevenire Rinforzare la muscolatura aiuta a prevenire dolore e infortuni. Ecco cosa fare: ginnastica dolce e stretching per aumentare l’elasticità muscolare cyclette, stepper e tapis roulant, oppure bicicletta o passeggiate a passo veloce in modo da preparare il corpo a sopportare lo sforzo fisico richiesto dallo sci riposarsi e fare stretching alla fine dello sci SCOPRI TUTTI I CENTRI I-MEDICAL>>

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